Telenovela Djokovic: Cosa Sta Succedendo?

Negli ultimi giorni sta impazzando da una parte all’altra del mondo (Italia inclusa) la vicenda di Novak Djokovic, Tennista Serbo numero 1 della classifica ATP.

Cosa è Successo?

Novak Djokovic avrebbe dovuto partecipare agli Australian Open grazie a un’esenzione medica senza aver però mai detto se sia vaccinato o meno contro il Covid: l’immunizzazione è infatti obbligatoria per giocare nello Slam.

L’esenzione però non è risultata sufficiente per garantirgli l’accesso dentro il paese, tanto che la polizia di frontiera, in conformità alle attuali leggi di ingresso australiane, si è trovata costretta a porlo in una stato fermo con conseguente ritiro del proprio passaporto.

Dopo 8 ore di attesa in aereoporto, le autorità australiane hanno annullato il visto di ingresso del tennista, il quale secondo le procedure previste, avrebbe dovuto lasciare il paese il prima possibile (si pensava addirittura il 6 di Gennaio).

Djokovic però decide di impugnare la decisione e di presentare ricorso alla corte federale australiana.

Nel mentre prosegue il suo stato di fermo al Park hotel, struttura adibita oramai da anni a centro di detenzione per immigrati irregolari.

“Djokovic però decide di impugnare la decisione e di presentare ricorso alla corte federale australiana”

Djokovic Potrà Giocare?

Dopo un rimbalzo mediatico internazionale e svariati paragoni fra Novak e Gesù Cristo da parte di alcuni Fan particolarmente sfegatati (i suoi genitori in primis), oggi la Corte federale australiana ha dato ragione a Djokovic, perché quando è stato fermato all’aeroporto le autorità non gli hanno dato il tempo di chiedere consiglio su cosa fare.

Quindi, almeno per ora, Novak è libero di poter partecipare agli Australian Open.

“Quindi, almeno per ora, Novak è libero di poter partecipare agli Australian Open”

Colpa del Tennista oppure delle Istituzioni?

La vicenda è difficile e intricata: Un campione che non vuole vaccinarsi contro il covid-19, ma che allo stesso tempo non vuole però prendersi le responsabilità di tale scelta davanti a regole e leggi specifiche; Una macchina burocratica composta da più attori (la federazione tennis australiana, che ha concesso a Djokovic l’esenzione dall’obbligo vaccinale per partecipare al torneo, ma che non garantisce il permesso di entrare nel paese); Il governo federato dello stato di Victoria, che dichiara di non poter decidere sugli ingressi alla frontiera; e il governo federale, che controlla le frontiere e che il 6 gennaio aveva trasferito il tennista, nel centro di detenzione in attesa della sentenza della corte federale).

Un livello di confusione particolarmente elevato, dove agli occhi del mondo e in particolare degli australiani stessi, stremati da ripetuti lockdown, la legge è uguale per tutti, ma se sei una “Celebrità”, è meno uguale che per altri comuni mortali.

“La legge è uguale per tutti, ma se sei una “Celebrità”, è meno uguale che per altri comuni mortali”

Le “Bufale” del padre su un suo nuovo arresto e la “NON” Decisione del Ministro dell’Immigrazione.

Il padre di Djokovic, Srdjan, ha detto ai media serbi che suo figlio è stato nuovamente arrestato in Australia. Il legale del governo aveva infatti subito avvertito che il ministro dell’Immigrazione poteva ancora decidere di espellerlo.

Il giornale australiano The Age, che ha citato anche fonti del governo federale, ha però smentito la notizia. E il ministro dell’Immigrazione Alex Hawke non deciderà se annullare il visto di Djokovic, non entro le 4 ore che in teoria avrebbe a disposizione per usare il suo potere ai sensi del Migration Act per espellere il giocatore senza passare per un tribunale.

Il Ministro ha dunque deciso di non prendere una decisione. 

“Il Ministro ha dunque deciso di non prendere una decisione” 

Chi ne esce Male dalla Vicenda?

Dalla Vicenda ne escono male tutti, in primis le autorità australiane che fin dal principio hanno volute porre la questione del torneo sul piano di una battaglia politica senza quartiere, battaglia che però, almeno per ora, stanno perdendo sonoramente.

Sicuramente ne esce male lo stesso Djokovic, il quale non solo non si è voluto prendere le responsabilità delle proprie azioni, ma ha anche, volontariamente o meno, imbastito a sua volta una battaglia politica che andrà a creare precedenti non troppo positivi sull’intero panorama sportivo e sanitario internazionale.

Ne escono male tanto i Supporter, quanto i critici più “mitomani” della vicenda: se poi ci riferiamo in particolar modo ad alcuni ambienti del giornalismo italiano, il panorama diventa ancora più straziante, sia che si parli di supporter, i quali utilizzano spesso e volentieri il materiale più infondato per supportare le proprie tesi, sia che si parli di critici “mitomani” i quali sono fin troppo spesso abituati a lanciare pietre, per poi nascondersi dietro ad un falso velo di razionalismo quando la vicenda prende la piega opposta a quanto sperato.

Insomma, una vicenda che ancora una volta ci conferma a 360° che viviamo in una società di ” Re Sole”, piuttosto che di persone umili.

“Una vicenda che ancora una volta ci conferma a 360° che viviamo in una società di ” Re Sole”, piuttosto che di persone umili”

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Alessio Occhini